Il nostro ristorante

I valori della tradizione nella cucina.

Nell’azienda agricola La Brezza tre donne “emiliane”, Floriana Tagliavini, la figlia Chiara Ribes e la cuoca Cecilia Caletti, propongono le specialità tipiche del territorio nel rispetto della filosofia “cucinare a Km zero” con verdure ed ortaggi di ogni tipo provenienti dal nostro grande orto. Il nostro Agriturismo ospita un Ristorante dalla cucina tradizionale.

I PRIMI PIATTI

Dal menù si possono scegliere molti tipi di tortelli, ognuno a carattere stagionale (erbetta, zucca, patate, funghi, radicchio, ecc.). Il nostro fiore all’occhiello è rappresentato dai “tortelli Brezza” a base di Prosciutto crudo di Parma.

I SECONDI

Tra i secondi spiccano i tipici piatti di carne di questa generosa terra, i quali variano secondo la stagione, dal coniglio alla tagliata, dal carpaccio d’arrosto alla carne salada, fino ai guancialini, sempre naturalmente accompagnati dalle verdure coltivate nell’agriturismo.

I DOLCI

Infine i dolci, tutti preparati nella nostra cucina: torta cioccolatino, varie crostate, salame di cioccolato, zuppa inglese e tiramisu.

"I nostri sapori viaggiano immutati negli anni perchè legati al territorio agricolo che non risente lo scandire del tempo."

AGRITURISMO LA BREZZA

VENITE A TROVARCI

Se siete nella zona di Parma o Reggio Emilia, perché non provare la nostra cucina? L’agriturismo La Brezza è aperto a pranzo e cena tutti i giorni, escluso il lunedì. E’ consigliata la prenotazione.

La capienza è di circa 300 posti a sedere (tra sale interne e giardino esterno) con un grande parcheggio privato.
Siamo perciò organizzati per accogliere eventi di ogni tipo come motoraduni, matrimoni, eventi aziendali, compleanni per bambini, feste di laurea, ecc.

ULTIME NOVITÀ ED EVENTI

La Tortellata di San Giovanni:Venerdì 23 Giugno!

Arriva la Tortellata di San Giovanni! “La Rosèda”
Venerdì 23 Giugno ecco il menu della serata!
Stuzzicheria di polenta fritta e torte salate
Tris di tortelli : Tortelli di erbetta, Tortelli della Brezza, Tortelli di radicchio e speck
Gnocco fritto e salumi
Dolce
Acqua
Caffe
Lambrusco della Brezza
Intrattenimento con karaoke e musica disco!
€ 28 Non mancate! prenotazioni 0522670026

Sapete a cosa fa riferimento la Tradizione ?

La raccolta delle erbe 
Le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprieta’ sono esaltate e alla massima potenza.
Le erbe più note da raccogliere nella notte del 24 sono: l’iperico detto anche erba di S. Giovanni; l’artemisia chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana-Artemide; la verbena protettiva anch’essa e il ribes rosso che proteggeva dai malefici.
Oltre a quelle sopra citate erano anche ricercate: Vischio, SambucoAglio, Cipolla, Lavanda, Mentuccia, Biancospino, Corbezzolo, Ruta e Rosmarino.
Con alcune delle piante sopra citate era possibile fare “l’acqua di San Giovanni”: si prendevano foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino e si mettevano in un bacile colmo d’acqua che si lasciava per tutta la nottata fuori casa.
Alla mattina successiva le donne prendevano quest’acqua e si lavavano per aumentare la bellezza e preservarsi dalle malattie.
Altre erbe, usate nella medesima maniera davano origine ad altri tipi di acqua di s. Giovanni (ci sono delle variazioni tra regione e regione), che servivano comunque sempre contro il malocchio, la malasorte e le malattie, di adulti e bambini.
Altri usi legati alla vegetazione
Alle prime luci del 24 giugno i contadini che possedevano alberi di noce dovevano andare a legare una corda di spighe di orzo ed avena intrecciate ai tronchi dei loro alberi. In questo modo avrebbero poi raccolto frutti buoni e abbondanti.
In alcune localita’ si usa fare il nocino, un liquore a base di noci non mature.
Raccogliere e portare con se un mazzetto di erba di s. giovanni aiutava a tenere lontani gli spiriti maligni. Raccogliere 24 spighe di grano e conservarle gelosamente tutto l’anno serviva come amuleto contro le sventure. Fare un mazzolino di tre spighe di grano marcio o carbone e buttarlo nel fiume liberava dagli animali e dalle piante nocive il grano che si stava per mietere.

La rugiada
La rugiada della mattina di San Giovanni, ovviamente legata all’elemento acqua, ha il potere di curare, di purificare e di fecondare.
Nel nord europa se una donna desiderava molti figli, doveva stendersi nuda (o rotolarsi) nell’erba bagnata. Cio’ anche se voleva bei capelli e una buona salute. Qui da noi c’era piu’ l’abitudine di raccoglierla, che di usarla sul momento.
Se volete raccogliere la rugiada, potete stendere un panno tra l’erba, strizzandolo poi il mattino successivo. Oppure scavare una piccola buca, in cui inserirete un bicchiere o un altro contenitore. Sopra di esso poi metterete un telo impermeabile, fissato ai bordi della buca (in alto) e con un foro al centro proprio sopra l’orlo del bicchiere (sul fondo). La rugiada si depositera’ sul telo e scendera’ nel vostro contenitore.
Un altro sistema e’ trascinarsi dietro, passeggiando per i campi, il mattino prestissimo, o un lenzuolo o un batuffolo di cotone legato per una cordicella: in questo modo stioffa e/o cotone si inzupperanno della rugiada che poi potrete raccogliere strizzandoli.
Altri usi legati all’acqua
La prima acqua attinta la mattina del 24 manteneva la vista buona.
Recarsi all’alba sulla riva del mare a bagnarsi preservava dai dolori reumatici.
Una leggenda tramanda che vicino al famoso Noce di Benevento, ci fosse un laghetto o un torrente in cui le donne si bagnavano proprio in questa notte, per aumentare la propria fertilita’.
Ci troviamo a Gattatico (Frazione di Nocetolo) in Via Crispi 7