L'enoteca

Un luogo dove bere e ascoltare musica.

L’azienda agricola La Brezza, ubicata fra Reggio Emilia e Parma, si prende cura da decenni di un proprio vigneto (due ettari e mezzo) per produrre con passione e professionalità, ottimi vini lambrusco e malvasia”.

Sia a tavola che nella nostra Enoteca si possono degustare questi ottimi vini insieme ad altri vini tipici del distretto di produzione enogastronomico emiliano: Gutturnio, Ortrugo, Pignoletto, Malvasia, Sangiovese.

La Taverna si presenta come locale giovane e versatile, ideale anche per gustare panini o piadine tradizionali e gourmet, accompagnati da buona birra o vino.

Inoltre si possono prenotare le sale e anche lo spazio estivo per feste in musica, compleanni con musica live o DJ set.

Ultime novità ed eventi

La Tortellata di San Giovanni:Venerdì 23 Giugno!

Arriva la Tortellata di San Giovanni! “La Rosèda”
Venerdì 23 Giugno ecco il menu della serata!
Stuzzicheria di polenta fritta e torte salate
Tris di tortelli : Tortelli di erbetta, Tortelli della Brezza, Tortelli di radicchio e speck
Gnocco fritto e salumi
Dolce
Acqua
Caffe
Lambrusco della Brezza
Intrattenimento con karaoke e musica disco!
€ 28 Non mancate! prenotazioni 0522670026

Sapete a cosa fa riferimento la Tradizione ?

La raccolta delle erbe 
Le erbe raccolte in questa notte hanno un potere particolare, sono in grado di scacciare ogni malattia e tutte le loro caratteristiche e proprieta’ sono esaltate e alla massima potenza.
Le erbe più note da raccogliere nella notte del 24 sono: l’iperico detto anche erba di S. Giovanni; l’artemisia chiamata anche assenzio volgare e dedicata a Diana-Artemide; la verbena protettiva anch’essa e il ribes rosso che proteggeva dai malefici.
Oltre a quelle sopra citate erano anche ricercate: Vischio, SambucoAglio, Cipolla, Lavanda, Mentuccia, Biancospino, Corbezzolo, Ruta e Rosmarino.
Con alcune delle piante sopra citate era possibile fare “l’acqua di San Giovanni”: si prendevano foglie e fiori di lavanda, iperico, mentuccia, ruta e rosmarino e si mettevano in un bacile colmo d’acqua che si lasciava per tutta la nottata fuori casa.
Alla mattina successiva le donne prendevano quest’acqua e si lavavano per aumentare la bellezza e preservarsi dalle malattie.
Altre erbe, usate nella medesima maniera davano origine ad altri tipi di acqua di s. Giovanni (ci sono delle variazioni tra regione e regione), che servivano comunque sempre contro il malocchio, la malasorte e le malattie, di adulti e bambini.
Altri usi legati alla vegetazione
Alle prime luci del 24 giugno i contadini che possedevano alberi di noce dovevano andare a legare una corda di spighe di orzo ed avena intrecciate ai tronchi dei loro alberi. In questo modo avrebbero poi raccolto frutti buoni e abbondanti.
In alcune localita’ si usa fare il nocino, un liquore a base di noci non mature.
Raccogliere e portare con se un mazzetto di erba di s. giovanni aiutava a tenere lontani gli spiriti maligni. Raccogliere 24 spighe di grano e conservarle gelosamente tutto l’anno serviva come amuleto contro le sventure. Fare un mazzolino di tre spighe di grano marcio o carbone e buttarlo nel fiume liberava dagli animali e dalle piante nocive il grano che si stava per mietere.

La rugiada
La rugiada della mattina di San Giovanni, ovviamente legata all’elemento acqua, ha il potere di curare, di purificare e di fecondare.
Nel nord europa se una donna desiderava molti figli, doveva stendersi nuda (o rotolarsi) nell’erba bagnata. Cio’ anche se voleva bei capelli e una buona salute. Qui da noi c’era piu’ l’abitudine di raccoglierla, che di usarla sul momento.
Se volete raccogliere la rugiada, potete stendere un panno tra l’erba, strizzandolo poi il mattino successivo. Oppure scavare una piccola buca, in cui inserirete un bicchiere o un altro contenitore. Sopra di esso poi metterete un telo impermeabile, fissato ai bordi della buca (in alto) e con un foro al centro proprio sopra l’orlo del bicchiere (sul fondo). La rugiada si depositera’ sul telo e scendera’ nel vostro contenitore.
Un altro sistema e’ trascinarsi dietro, passeggiando per i campi, il mattino prestissimo, o un lenzuolo o un batuffolo di cotone legato per una cordicella: in questo modo stioffa e/o cotone si inzupperanno della rugiada che poi potrete raccogliere strizzandoli.
Altri usi legati all’acqua
La prima acqua attinta la mattina del 24 manteneva la vista buona.
Recarsi all’alba sulla riva del mare a bagnarsi preservava dai dolori reumatici.
Una leggenda tramanda che vicino al famoso Noce di Benevento, ci fosse un laghetto o un torrente in cui le donne si bagnavano proprio in questa notte, per aumentare la propria fertilita’.
Ci troviamo a Gattatico (Frazione di Nocetolo) in Via Crispi 7